Testimonianza di
Clara Raimondo
Febbraio 2016

È trascorso quasi un mese dalla mia ultima costellazione – la mia seconda, e questa volta a distanza. Ho trovato confortevole poter lavorare da casa, in un ambiente tutto mio, famigliare, che conosco e mi è “amico”. La sessione è stata svolta telefonicamente (ho messo gli auricolari e il telefono dentro una tracollina, per muovermi liberamente, fare gli inchini, camminare, senza doverci pensare). Alessandra mi è stata vicina tanto quanto stessimo lavorando di presenza e per tutta la durata della costellazione ho sentito di avere piena fiducia in lei, in quello che stavamo creando assieme in quel momento, con l’aiuto di tutte le anime buone che ci stavano assistendo e ausiliando. Ho ascoltato il corpo, l’ho assecondato; dopo un primo momento di impaccio (“Posso fare questo certo movimento? E quest’altro?”, e Alessandra dall’altro capo del telefono: “Assolutamente sì! Fai quello che ti senti, bene, Clara, molto bene!”), mi sono lasciata andare, i dubbi sono scomparsi e ho iniziato a sentir fluire tutto quanto mi è arrivato. Alla fine ero felice, sorridevo perfino, e ho salutato le mie antenate con una sincera gratitudine – nessun senso di colpa. Nei giorni successivi, ho sentito il bisogno di recuperare, facendo le cose con calma, senza stress, senza andare di corsa – in poche parole ho rallentato, e ne ho giovato moltissimo! Consiglio questa esperienza se ci si sente pronti, se si sente intimamente che questo tipo di lavoro ci può essere utile; se ci si sente “delle anime antiche”. Non serve credere nella reincarnazione per fare un lavoro di questo tipo; non bisogna nemmeno credere che sia come sottoporsi ad una psicoterapia; è sbagliato – secondo me – anche partire dal pregiudizio che si tratti di qualcosa di astruso, improbabile. Se si è scettici, forse è meglio rimandare ad un momento in cui ci si sente più aperti e fiduciosi. La mia esperienza mi suggerisce che scegliere di costellare è come affidarsi ad un flusso, ma tentennare porta interferenze mentali indesiderate, ostacoli nel processo di risoluzione. Perciò…ogni cosa a suo tempo, e quando ci si sente pronti ad accogliere…che accoglienza sia!

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